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Cucina e dintorni 1 minuto 28 aprile 2021

L’olio d’oliva croato: illustre sconosciuto

Come scoperto millenni or sono dagli antichi romani, la regione dell’Istria offre condizioni particolarmente favorevoli per gli ulivi e l’olivicoltura. Soprattutto a sud della penisola nei pressi di Dignano e Pola tra paesaggi di muretti a secco a delimitare soleggiate distese di terra rossa accarezzate dalla tiepida aria del Mediterraneo.

Michelin Guide Croatia

Microclima ideale per ottenere un pregiato olio EVO da mono-varietà quali Biancheria istriana (tra le più ricche di polifenoli), Busa, Busa Puntosa, Rosignola e Zizolera. Cultivar autoctoni come le simajca e plominka utilizzati in destinazioni croate altrettanto famose per l’olio d’oliva - tanto da aver ottenuto il marchio di tutela DOP - come le isole di Cherso e Veglia. Due belle località nel Golfo del Quarnero il cui prodotto dal sapore fresco e stabile vanta numerosi estimatori e quotazioni più che ragguardevoli. Risultato di una filiera sostenibile e completamente controllata (e confinata ai limiti geografici di un territorio circondato dall’Adriatico) in tutte le fasi di lavorazione.

Spostandosi nel versante occidentale dell’Istria, le isole di Brioni offrono ulteriori interessanti panoramiche sulle antiche coltivazioni olearie risalenti a 1600 anni fa. Tradizioni elogiate dalle più importanti civiltà classiche ed in particolar modo dai romani i quali apprezzavano qualità, raffinatezza ed il sapore vagamente pungente dell’olio istriano – definito ex albis ulivis - ottenuto dalla raccolta prematura delle olive. Compresa tra il 45° e 35° parallelo delle latitudini nord – che corrisponde al clima temperato dove si concentrano oltre 700 tipologie di ulivi con frutti dai grandi aromi, alto numero di antiossidanti e bassa acidità – l’Istria conta una decina di varietà specifiche al suo territorio dalle preziose caratteristiche geomorfologiche. Più altre dodici cultivar importati dall’Italia. Paese di riferimento per tasso di eccellenza e varietà olearia con oltre 540 cultivar censiti (Bosiana, Carasina, Cipressino in Sardegna; Miniol, Gargna e Grignano in Veneto; Carolea, Pennulara, Borgese in Calabria; Mignola e Sargano nelle Marche) dal Veneto alla Sicilia.

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