In Viaggio 1 minute 06 agosto 2019

Valli del Prosecco

Prodotto in splendide valli ricche di beni culturali, tradizioni enogastronomiche e Bib Gourmand della guida Michelin, il prosecco è il vino italiano più esportato all’estero con buona parte dei vitigni situati nel territorio compreso tra Valdobbiadene e Conegliano: comune in provincia di Treviso famoso anche per i portici di Contrada Grande e gli affreschi sulla facciata del Duomo.

Le due cittadine sono collegate tra loro dalla strada del prosecco inaugurata nel 1966 per un percorso di arte, paesaggi, cantine, ristoranti e bollicine.
Una delle deviazioni da aggiungere all’itinerario conduce alla Trattoria dalla Libera a Sernaglia della Battaglia; storia, campagna, sapori del Piave e antiche ricette venete con l’aggiunta di estro. Il Bib Gourmand della guida rossa rimarca l’ottimo rapporto qualità/prezzo di un indirizzo che vanta più di 800 etichette nella sua cantina ed un menu allineato con le stagioni.
Proseguendo per pochi chilometri lungo filari di glera e poi accanto a rasserenanti boschi, si raggiunge Miane: elegante borgo avvolto da una fitta vegetazione dove Da Gigetto propone una delle migliori cucine della provincia e verticali di grandi vini. Anche qui la cantina è motivo di vanto; e così per l’ottima esecuzione di piatti della memoria come la sopa coada ed i tortelli d’anatra al burro chiaro ed erbe fini. A fine pasto, chi cerca una tappa romantica può proseguire a Molinetto della Croda e visitare Villa Brandolini; sede del consorzio di tutela del Prosecco DOCG Conegliano-Valdobbiadene e dei Colli Asolani. Dall’aristocratica residenza, accompagnati dalle tipiche colline a punta con le antiche “casere” sui cucuzzoli tutt’oggi utilizzate come deposito di fieno e attrezzi, il rinomato comune di Valdobbiane - regalmente annunciato alla distanza dal maestoso campanile settecentesco - sarà a pochi minuti d’auto.
Dopo aver scoperto le tante bellezze naturali e architettoniche della campagna veneta adibita alla produzione del prosecco, l’ultima tappa culinaria prima del rientro è da Cà Busatti a Zero Branco: “Un piccolo angolo di signorilità cinto nel verde con una cucina fantasiosa e innovativa” scrive la guida Michelin. Per chiudere l’itinerario in bontà dunque, ordinate gelato al fegato d’oca e confetture, quaglia padellata con farro perlato, spaghetti alla chitarra con coniglio e per chi ha voglia di provare le tante appetitose proposte del locale c’è il menu degustazione tra grandi classici regionali e avanguardia.

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