Il bistrot parigino è sempre stato più di un semplice “vini e cucina”. Fin dagli inizi dell’Ottocento, ha svolto la funzione di motore della vita cittadina: un luogo in cui incontrare i vicini, in cui discutere vivacemente di nuove e vecchie idee e in cui i ritmi della città si misurano in cibi e vini serviti e condivisi generosamente... Quello che era nato come rifugio accogliente per un pubblico umile, in cui rifocillarsi con manicaretti popolari cucinati a fuoco lento, ha cambiato natura nel corso dei decenni, reinventato da ondate successive di chef e ristoratori. Le tovaglie a quadretti (se mai ci sono state...) sono ormai scomparse, ma lo spirito comunitario - l'anima del bistrot - rimane intatto. Ed è questa energia che abbiamo deciso di riscoprire in 48 magiche ore.
Da istituzioni storiche a locali contemporanei che rimescolano le carte della “bistronomie”, il nostro itinerario di due giorni riunisce quattro bistrot della Guida MICHELIN che riassumono l'evoluzione di questo tipo di locale. Inoltre, tra un pasto e l'altro, ci siamo insinuati in caffè e wine bar che stanno riscrivendo le regole della degustazione, abbiamo curiosato tra gli storici atelier e gli studi di design più innovativi, e abbiamo vagato tra suggestive “case museo” che ci hanno svelato un volto più intimo della città: Parigi oltre la cartolina.
Leggete il nostro resoconto nel nuovo episodio della nostra serie 2 giorni a...
2 giorni a Parigi: bistrot autentici e angoli segreti della Ville Lumière
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Poche città possono competere con Parigi per la concentrazione di hotel d’eccezione di ogni stile e prezzo - deliziosi alberghetti di quartiere, storiche grandes dames, boutique hotel d'avanguardia - molti dei quali selezionati dagli ispettori della Guida MICHELIN.
Per una visita breve, con un programma fitto di impegni, prenotate un hotel in posizione centrale per ottimizzare il tempo disponibile. Una delle scelte possibili è di trasformare il quartiere del Marais nella vostra base operativa, soggiornando al Maison Proust (una Chiave MICHELIN): un luogo fantastico con 23 suite, degno della Belle Époque, immaginato da Jacques Garcia come omaggio al romanziere francese Marcel Proust e ai salotti letterari della Parigi “fin de siècle”.
Entrare in questo intimo boutique hotel, ospitato in un edificio residenziale di 6 piani amorevolmente restaurato, è come perdersi nelle complesse vicende di un romanzo storico, in cui ogni suite porta il nome di personaggi della cerchia di Proust, tra cui Sarah Bernhardt, Charles Baudelaire e Auguste Renoir. In puro stile Garcia, gli interni sono massimalisti, con arazzi, dipinti d'epoca, pareti rivestite in pelle e opere d'arte, che creano un'atmosfera da ritorno al passato, tendente all’opulenza. Nel sottosuolo, la spa La Mer, di ispirazione moresca, è caratterizzata da rivestimenti in zellige (tradizionali piastrelle smaltate marocchine), una piscina riscaldata, un hammam e vari trattamenti.
Il segreto per godere appieno del soggiorno, tuttavia, è ritagliarsi un po’ di tempo per indugiare nel lussuoso bar e lounge: un luogo frequentato dagli abitanti del quartiere, che vengono qui per sorseggiare gli ottimi cocktail a tema letterario (come la Madeleine de Proust, a base di vodka alla vaniglia, Grand Marnier, Amaretto Adriatico, Pineau des Charentes e un tocco di succo di limone) e per accomodarsi nella biblioteca a pianta circolare, ricca di oltre mille libri rari, dominata da una cupola affrescata ispirata all'Opéra Garnier, davvero eccezionale. Nell'ambito di una residenza permanente, Colin Field, già head mixologist dell'iconico Hemingway Bar del Ritz per tre decenni, trascorre qui alcuni venerdì al mese per proporre la sua selezione di cocktail creativi e intrattenersi con i clienti abituali.
Sulla Rive Gauche, a Saint-Germain-des-Prés, il Mandarin Oriental Lutetia è l'unico “Palace” (la più alta categoria alberghiera francese, superiore alle cinque stelle) sulla sponda meridionale della Senna. Costruito nel 1910 in stile art nouveau, l’hotel ha ospitato i nomi più illustri del secolo scorso, da Pablo Picasso ad Ernest Hemingway e a Josephine Baker, di cui era il pied-à-terre parigino. Negli ultimi anni l'architetto Jean-Michel Wilmotte ha rinnovato l'edificio con l’aggiunta di tinte rilassanti, come il blu e il beige, e di molta luce naturale.
Per una sistemazione più economica ma sempre elegante, il Pulitzer Paris , progettato da Lázaro Rosa Violán e situato nel 9° arrondissement, vicino all'Opéra Garnier, offre 44 camere che mescolano, con carattere e calore, il glamour dei primi anni del XX secolo con dettagli contemporanei: pannelli in legno, luci dorate e opere d’arte accuratamente selezionate.
Primo giorno sulla Rive Gauche
Ore 10.00 - Viaggio nella Parigi letteraria
Una volta sistemati in hotel, recatevi subito al caffè Maison Fleuret per la prima colazione. Il locale si trova a pochi minuti a piedi dai caffè letterari più noti e saturi di turisti della Rive Gauche, Les Deux Magôts e il Café de Flore, ma è molto più intimo. In questo caffè ospitato nei locali di una libreria ottocentesca, su due livelli, i proprietari hanno voluto tenere viva la passione per i libri, rifornendo gli scaffali a tutta altezza di centinaia di titoli Gallimard di loro proprietà. Potrete sorseggiare un caffè speciale, fare colazione con un piatto vegetariano, gustare un financier dal soffice impasto ricco di mandorle e di burro, e (soprattutto) perdervi in un libro.
Prima di uscire per una passeggiata, fermatevi da Debauve & Gallais , cioccolateria risalente agli inizi del XIX secolo. È qui che Sulpice Debauve, farmacista personale di Luigi XVI e della regina Maria Antonietta, diventato cioccolatiere, condivise con il mondo le sue scoperte sul cioccolato. Nel 1779, il farmacista preparò nel suo laboratorio i primi cioccolatini con proprietà medicinali, mescolando un rimedio per il mal di testa, di cui la regina soffriva molto, con il burro di cacao. Maria Antonietta si appassionò in particolare ai cioccolatini a forma di moneta, che chiamò pistoles, ancora oggi tra i più venduti del negozio. Più recentemente, la cioccolateria ha aperto una filiale in Place des Vosges, nel Marais, che visiteremo più avanti in questo itinerario.
Ore 11.00 - Una tranquilla sosta culturale
A pochi passi di distanza si trova il Museo Eugène Delacroix, una casa-museo che si trova nel luogo in cui l'artista romantico visse e lavorò fino alla sua morte. Nascosto nella tranquilla ma pittoresca piazza Furstemberg, il museo comprende un giardino e una collezione permanente, con dipinti, disegni, stampe e manoscritti di Delacroix, oltre a oggetti appartenuti al pittore e opere create da artisti che lo ammiravano. Se avete un po' più di tempo a disposizione, iscrivetevi a uno degli workshop di disegno dell'istituto, adatti a bambini e adulti.
Ore 13.00 - Prenotate da Allard, per un'esperienza in un classico bistrot
Pranzare in questa istituzione della Rive Gauche significa sperimentare un'interpretazione fra le più classiche della gastronomia da bistrot. Aperto nel 1932 da Marthe Allard, cuoca originaria della Borgogna che portò a Parigi le sue ricette familiari, Allard è stato il primo ristorante tradizionale a essere riconosciuto dalla Guida MICHELIN. Eravamo negli anni Sessanta e l’attuale menù, pur essendo stato aggiornato, propone ancora molti dei piatti resi famosi dalla fondatrice e dalla sua nuora (che avrebbe poi preso il suo posto) - anatra alle olive, escargot con burro all'aglio e prezzemolo, stufati di stagione - serviti in una sala da pranzo che è cambiata poco dagli esordi. Da questo locale sono passate generazioni di chef e proprietari, tra cui Alain Ducasse, che ha fatto rivivere la leggenda nel 2013. Oggi, la chef Lisa Desforges mantiene una certa continuità con le precedenti versioni di Allard, ma aggiorna le ricette al gusto di oggi, in particolare rendendole un po' più leggere.
Ore 15.00 - Shopping dagli artigiani di Saint-Germain-des-Prés
Il tessuto artistico e letterario del quartiere risale alla fine del XIX secolo e molte gallerie, negozi di antiquariato e librerie che si affacciano sulle strade mantengono vivo questo passato. Ma ci sono alcune novità che hanno modernizzato l'offerta, come la seconda sede di Slow Galerie, una galleria d'arte/boutique, ospitata in quella che, a quanto si dice, era un'épicerie dove Honoré de Balzac faceva la spesa. La galleria è specializzata in opere di artisti emergenti e più collaudati, attivi in diverse discipline. Nelle vicinanze, la Librairie des Saints Pères stampa libri illustrati e riproduce manoscritti, schizzi e prime versioni di opere classiche, come Lady Susan di Jane Austen e Notre-Dame de Paris di Victor Hugo. Proseguendo lungo la strada, a La Soufflerie troverete oggetti in vetro riciclato e soffiato, oltre ad accessori in terracotta e gesso, realizzati da una giovane coppia di artigiani.
Ore 17.30 - Brindisi con un aperitivo creativo
Parigi può essere sinonimo di vino e wine bar, ma la cultura dei cocktail artigianali, sviluppatasi negli ultimi 15 anni, ha trasformato la città in una delle capitali mondiali della mixologia. Dopo il periodo di massimo splendore degli speakeasy, locali come il Cravan del mixologist Franck Audoux stanno ridefinendo il concetto di bar. Il locale a più piani con annessa libreria Rizzoli, ospitato in una casa del XVII secolo, è il bar più grande della città ed è il fratello maggiore dell'originale bar art nouveau che Audoux ha aperto nel 16° arrondissement nel 2018. L'obiettivo è quello di dare il massimo spazio ai liquori francesi, in un menù di long e short drink classici e a base di champagne, in tre atmosfere distinte. Tra i mix più creativi degli ultimi tempi c'è il 果Ka, preparato con vodka infusa con sencha affumicato di Ogata, marmellata di agrumi e saké frizzante.
Ore 19.30 – Una cena tra novità e tradizione
L'aspetto è quello di un bistrot, la sensazione è quella di un bistrot (con un arredamento un po' più elegante), ma lo chef Baptiste Borderie aggiunge al Colvert un tocco più moderno, grazie al suo lavoro sulle salse, gli abbinamenti di sapori e le consistenze. Naturalmente, in linea con il nome del ristorante – “colvert” in francese significa “germano reale” - il menù punta molto sulla carne e sulla selvaggina.
“Rispettiamo i codici del bistrot, ma abbiamo cercato di aggiornarli”, spiega Borderie. “Proponiamo tutti i classici, ma li abbiamo alleggeriti, modernizzati con tecniche più moderne e con le influenze dei nostri viaggi”. Tuttavia, pur alleggerendo i classici, lo chef e la sua brigata hanno conservato la generosità che ci si aspetta da un pasto da bistrot. La classica vinaigrette ai porri è stata rinverdita grazie agli accenti di terra degli champignon crudi e delle trombette dei morti cotte, a cui si aggiungono nocciole tostate e cipolle fritte per accentuare la consistenza. Il vol-au-vent viene farcito con animelle e ortaggi da radice di stagione, conditi con una salsa al formaggio Comté. Per finire, se siete fortunati, il dolce potrà essere una rivisitazione del classico “clafouti”, preparato con prugne scottate al posto delle amarene e sormontato da una pallina di gelato al cardamomo e alle mandorle.
Secondo giorno sulla Rive Droite
Mattina - Shopping nel Marais
La parte settentrionale del quartiere è ricca di originali negozi indipendenti e di caratteristiche destinazioni culinarie e di lifestyle. OFR è da 25 anni il punto di riferimento locale per i libri d'arte e di moda, le riviste di nicchia e le edizioni rare. Su un lato del Carreau du Temple troverete Monsieur, gioielleria e laboratorio che da 15 anni realizza delicate creazioni fatte a mano. Ma il luogo più insolito è forse Ogata, un tempio dell'artigianato e della tradizione giapponese aperto nel 2020 dall'architetto, designer e ristoratore Shinichiro Ogata. Tra le sue mura, simili a una cattedrale, si trovano una casa da tè, un chiosco di dolciumi con wagashi preparati freschi ogni giorno, una boutique di prodotti artigianali, un ristorante e uno spazio espositivo.
Ore 11.00 - Esplorare un museo insolito nel Marais
Nel Marais, troverete musei e le gallerie d’arte a sufficienza per riempire l’intera giornata, ma vi invitiamo a concentrare l’attenzione sul Musée de la Chasse et de la Nature (Museo della Caccia e della Natura ), una struttura privata ospitata in un hotel particulier che espone opere vecchie e nuove dedicate al rapporto tra uomo e natura, studiato attraverso l'evoluzione storica della caccia. Nella collezione permanente, un po' all'avanguardia e stravagante, spiccano la sala dei trofei e i dipinti di grandi maestri.
Ore 12.30 - Pranzo in un angolo di campagna di Parigi
In un angolo tranquillo del XX arrondissement, noto per le sue stradine residenziali, il Dandelion è diventato, con discrezione, la destinazione gastronomica del quartiere. Primo progetto da solista dello chef Antoine Villard e della sommelière Morgane Souris, il Dandelion si colloca a metà strada tra il bistrot di quartiere informale e il neo-bistrot, un'evoluzione del format che ha visto gli chef utilizzare la loro esperienza nell'alta cucina per rendere i pasti più rilassati, creativi e accessibili. Dal punto di vista decorativo, in questi locali tutto appare accessibile: piatti e bicchieri deliziosamente spaiati, lampadari antichi, tavoli in legno grezzo... Questi elementi sono tutti presenti al Dandelion, insieme a un menù iperstagionale in cui confluiscono le più diverse influenze. Nel menù compare sempre anche un piatto di pasta fresca, in omaggio all'infanzia di Villard, trascorsa al confine tra Francia e Italia.
Ore 15.30 - Fare merenda con un goûter parigino
A Parigi, come diceva la protagonista di una vecchia favola, “Le goûter c’est sacré” (La merenda è sacra), anzi decisamente... sucré! In Place des Vosges, la più antica e simmetrica piazza della città, vi aspettano diverse opzioni. Potete acquistare una tavoletta di cioccolato o una scatola di ganache (cioccolatini ripieni di crema di cioccolato e panna) nella più recente sede di Debauve & Gallais, rilassarvi con una leggendaria cioccolata calda da Carette (aggiungendo una ricca guarnitura di densa panna montata) o acquistare i vostri dolci da asporto da Brigat', noto per le sue brioche ripiene e non, e sedervi nel parco.
Ore 17.00 - Passeggiata nel cuore della città
Dopo la dolce pausa delle 16.00, recatevi all'Ile de la Cîté, una delle isole naturali di Parigi, per visitare la Cattedrale di Notre Dame, riaperta nel dicembre 2024 dopo un ambizioso restauro durato cinque anni: i danni dell'incendio del 2019, che aveva distrutto gran parte del tetto e della guglia, sono stati completamente riparati. All'interno, le superfici in pietra sono state pulite meticolosamente, rimuovendo decenni di fuliggine e sporcizia, per restituire al tempio la sua originale luminosità. Non perdete l'occasione di salire i 424 gradini delle torri campanarie (biglietto d'ingresso obbligatorio) per ammirare da vicino le gargolle restaurate e godere di un'ampia vista su Parigi. Se siete mattinieri, tuttavia, vi suggeriamo di partecipare alla messa della 8, per assistere a un rituale commovente in questo luogo di grande bellezza e spiritualità, prima dell'arrivo della folla.
Ore 18.30 - Sorseggiare un leggendario aperitivo
Ordinate un Bloody Mary dove (presumibilmente) è nato e dove la leggenda vuole che George Gershwin abbia composto i primi accordi di An American in Paris: l’Harry's New York Bar. Il centenario locale, con il suo bar spedito pezzo per pezzo da New York, è da decenni un'attrazione sia per i parigini che per gli espatriati americani - emuli di Ernest Hemingway e di Ava Gardner - per i suoi drink ad alto tenore alcolico, gli interni in mogano e i gagliardetti dei college statunitensi allineati alle pareti.
Ore 20.00 - Una moderna cucina da bistrot
A poco più di 30 anni, lo chef Pierre Touitou ha già molto da insegnare. Cresciuto in una famiglia franco-tunisina e cuoco fin dall'adolescenza, ha infuso una sensibilità cosmopolita al 19 Saint-Roch, con una rivisitazione lucida ma vivace del bistrot moderno. Touitou ha trasportato la sua esperienza nell’alta ristorazione più formale, con un variegato repertorio che spazia dai classici parigini alle influenze mediterranee, in un'elegante sala con cucina a vista in posizione centrale. I piatti combinano solo pochi ingredienti alla volta, ma sono tutti di grande sapore: è il caso del brasato di manzo interamente ricoperto da una salsa a base di foglie di juta rossa (comunemente usata nel piatto tunisino mloukhîya, molto caro allo chef) e servito come trompe l'oeil della classica lièvre à la royale dei bistrot. Non dimenticate di ordinare l'ile flottante, con la meringa presentata come un cubo che galleggia su un mare di crema all’uovo, infusa con peperoncino affumicato del Béarn. Poco prima di servire, Touitou cosparge la superficie di pralina al sesamo. Il perfetto tocco finale.
In copertina: interno del ristorante Dandelion con lo chef Antoine Villard e la sommelière Morgane Souris. © Joann Pai/La Guida MICHELIN.