Con 394 ristoranti stellati tra cui 22 novità insignite con un macaron MICHELIN, il Bel Paese è la seconda nazione più titolata al mondo e la 71esima edizione della guida rossa italiana, ha messo in evidenza una nuova collezione di rotte gastronomiche.
Tra i percorsi più interessanti, c’è il tragitto nautico-stradale di circa 600km dalla laguna veneziana al comune abruzzese di Sant’Omero (sede del Cippo Italico) che secondo alcune testimonianze, fu fondato dal figlio di Carlo Magno.
Lo scenografico incipit del percorso è il ristorante Agli Amici Dopolavoro (anche vincitore del premio Passion Dessert) all’interno del JW Marriott Resort & Spa. Raggiungibile con la signorile navetta privata, il ristorante è celato da un piccolo giardino-uliveto “traboccante di romanticismo e raffinatezza”. Sotto l’attenta supervisione di chef Scarello - proseguono gli ispettori - “il talentuoso Lorenzo Lai propone i due percorsi degustazione LagunAmare (dedicato ai prodotti ittici locali) e Giardino delle Rose. Quest’ultimo trae ispirazione dai vegetali dell’orto di proprietà ed entrambi i menù, mettono al centro della scena la ricchezza della laguna e la biodiversità dell'isola.
Approdati sulla terra ferma, la seconda tappa di Maranello – patria delle vetture più desiderate del pianeta - può essere raggiunta tramite la statale Romea che lambisce il parco regionale del delta del Po', oppure guidando sull’A13 via Ferrara. Arrivati al cospetto della storica sede Ferrari, al lato opposto di via Abetone sorge la casa colonica che il "Drake" acquistò per farne una mensa aziendale, poi divenuta nel 1950 il ristorante Cavallino.
L’insegna di proprietà Ferrari gestita in partnership con Massimo Bottura (gran collezionista di stelle e chiavi MICHELIN) miscela design, suggestioni futuriste, opere fotografiche dedicate all’epopea del Cavallino Rampante ed “un’ortodossa cucina regionale” (a partire dagli immancabili tortellini del Tortellante) arricchita dai pregevoli innesti tecnici ed estetici curati da Riccardo Forapani e Virginia Cattaneo.
Dal cuore della Motor Valley, il viaggio prosegue verso la vivace Riviera Romagnola dove sulla darsena di Rimini, il romagnolo Jacopo Ticchi (classe 1994) ha condotto il ristorante Da Lucio al primo macaron grazie al meticoloso lavoro svolto sul pescato dell’Adriatico. Spesso di grandi pezzature e valorizzati in ogni loro parte (frattaglie incluse), i pesci selezionati da Ticchi sono spesso oggetto di frollature a secco in cui la maturazione controllata permette di concentrare il gusto e modificare la consistenza. Oltre all’emozionante location al termine di un pontile ed alla bontà dei crudi, le note degli ispettori MICHELIN elogiano le cotture alla griglia e nel forno a legna scrivendo di risultati “sorprendenti e rimarchevoli”.
Come sorprendente dal punto di vista paesaggistico e culturale, è la porzione di percorso tra Pesaro e Recanati passando per la Riviera del Conero. Il consiglio è di uscire dall’A22 a Senigallia; guidare accanto alla spiaggia di velluto ed attraversare l’ondulata campagna fotografata da Giacomelli per poi dirigersi nelle baie di ciottoli tra Portonovo e Numana. Da qui la strada panoramica conduce “all’ermo colle” in cui Giacomo Leopardi compose
L’Infinito contemplando il Monte Tabor e quindi a Casa Bertini. Ubicato appena fuori dal centro storico di Recanati, il ristorante dal “giovane e bravo chef Andrea Bertini” porta in tavola interessanti revisioni delle tradizioni marchigiane (con enfasi particolare sulle ricette di terra) eseguite con “leggerezza, semplicità e senza inutili esagerazioni”. L’approccio sobrio seppur sofisticato della cucina trova espressione nei due menù degustazione, ma si riflette anche negli ambienti interni della curata insegna.
L’ultima tappa del nostro viaggio gastronomico alla corte dei nuovi stellati italiani collocati sul versante orientale della penisola, è Zunica 1880 a Villa Corallo. Il resort ospita il ristorante gastronomico nello spazio un tempo adibito agli attrezzi agricoli e dato che la proprietà incorpora due orti, coltivazioni ed allevamenti di vitelli e maiali, le proposte di Gianni Dezio - abruzzese di Atri ed allievo di Niko Romito – attingono da ingredienti sempre freschi, salubri e fragranti.
Gli ispettori della guida rossa denotano come la cucina si “esprima ad alti livelli sia attraverso i due menù degustazione che alla carta mentre la cifra stilistica dello chef si avvale di uso oculato e mirato di pochi ingredienti, al servizio di piatti attenti all’estetica ma soprattutto pensati per offrire gusto e piacevolezza”. L’abilità di Dezio e la qualità del progetto, hanno portato la prima stella MICHELIN al ristorante abruzzese ad appena 8 mesi dell’apertura.
Foto di copertina: STUDIO BUSCHI/Casa Bertini
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