Il rapporto con il pubblico è uno dei ruoli più delicati ed importanti del settore in cui pazienza, competenza e psicologia sono valori indispensabili. “Aggiungerei anche umiltà, rispetto, eleganza, passione, gentilezza ed empatia” sorride Giulia Tavolaro che dopo essersi diplomata all’Istituto Alberghiero di Vico Equense, ha trovato la folgorazione sulla via di Damasco attraverso uno stage da Don Alfonso 1890.
“All’epoca era un 3 stelle MICHELIN e lì ho avuto la fortunata guida del sommelier Maurizio Cerio che si è rivelato fondamentale nella definizione della mia professionalità. Mi ha fatto innamorare di questo magico mondo – racconta Tavolaro - mostrandomi unicamente il bello della ristorazione. Da quel giorno ho capito che la sala sarebbe stata il mio futuro e dopo 20 anni ne sono sempre più convinta!”
Prima del ritorno nella penisola sorrentina al servizio del ristorante stellato dell’hotel Capo La Gala che svolge il suo servizio accanto allo sciabordio delle maree, Giulia Tavolaro ha acquisito ulteriori esperienze a Le Calandre di Rubano e da Combal.Zero a Rivoli al fianco di Davide Scabin. “Al Maxi – prosegue la responsabile della sala - pongo ogni cliente al primo posto a prescindere che sia abituale o alla prima esperienza. Al tempo stesso provo a trattare il mio staff con dignità e responsabilità, sostenendolo quanto più possibile. Prendo contestualmente atto che il fine dining sta cambiando; oggi si ricerca un servizio orientato sull’ospite seppur meno teatrale. L'accento è sull’accoglienza, l'anticipazione delle necessità e la personalizzazione dell'esperienza”
A giovani che desiderano intraprendere la carriera di sala, la vincitrice del MICHELIN Service Award by Intrecci consiglia “innanzitutto considerare questa professione come un progetto di vita e di viaggiare facendo esperienze lavorative e personali. È essenziale investire su sè stessi per acquisire le modalità giuste che aiutano a captare in anticipo l’esigenza dei commensali ma soprattutto, dico di restare umili, di non accontentarsi e di non mollare mai perché nel mio mondo basta un sorriso di un cliente felice, per rinfrancarti l'anima. Creare esperienze memorabili è uno degli aspetti più belli del lavoro ed è una grande soddisfazione quando un ragazzo/a del mio team acquisisce sicurezza e conoscenza delle proprie competenze diventando autonomo nella gestione delle responsabilità”.
Per quanto concerne gli aspetti critici del mestiere, Tramontano identifica la selezione, gestione e formazione del personale.
A latere della gestione di staff e clienti, ogni giornata di lavoro nel reparto food & beverage dell’albergo richiede energie, impegno e vitalità: “Inizio molto presto il mattino assicurandomi che la squadra colazioni sia pronta ad accogliere al meglio la clientela in uno dei momenti più importanti della giornata. A seguire mi occupo della divisione dei compiti, della preparazione, della mise en Place e delle prenotazioni. Quindi mi dedico ai saluti mattutini cercando di ricevere un feed back sulle esperienze culinarie presso i nostri outlet. Prima di ricevere gli ospiti c’è un briefing condiviso con lo chef in modo da conoscere le novità delle proposte culinarie, pensate per chi ha espresso qualche desiderio particolare o necessità. In quei frangenti non può mancare un momento di squadra tra risate e leggerezza che ci consente di affrontare al meglio la giornata. Questo vale anche per il servizio serale”.
In merito al riconoscimento MICHELIN Service Award, Giulia Tavolaro ammette di essere stata colta di sorpresa: “Sono una persona molto ambiziosa ma non certo superba; in questo mondo di eccellenze non avrei mai immaginato di vincere questo premio ma sicuramente, mi è capitato di sognarlo ad occhi aperti guardando un tramonto sul mare dalla sala del mio ristorante”.