Michelin Guide Ceremony 2 minuti 02 dicembre 2025

Le nuove stelle MICHELIN nei luoghi della villeggiatura italiana

Le destinazioni turistiche di fama internazionale della penisola, ospitano un’elevata densità d’insegne stellate e la 71esima edizione della Guida MICHELIN Italia, ha confermato la tendenza con prestigiosi riconoscimenti dalla Sardegna alla Valle d’Aosta.

Il caso di studio più emblematico del connubio tra tavole stellari e mete vacanziere, è la Costiera Amalfitana che includendo anche gli indirizzi della penisola sorrentina e Capri, conta ben 30 insegne con almeno un macaron. Estendendo il raggio d’azione a Napoli ed alle restanti mete di villeggiatura del golfo partenopeo, il totale complessivo di stelle MICHELIN sale a 38 con 4 di queste localizzate ad Ischia.

In ordine cronologico, l’ultimo ristorante ad ottenere il riconoscimento nell’isola vulcanica chiamata Pithecusa dagli antichi greci, è stato Umberto a Mare. Sapientemente gestito dal giovane sommelier-proprietario a cui gli ispettori dedicano uno speciale elogio, Umberto a Mare occupa un suggestivo spazio sotto la Chiesa del Soccorso a sua volta arricchito da splendide vedute sui celebri tramonti ischitani.

La cucina campana contemporanea firmata da Vincenzo Pietroluongo, presenta una serie di momenti topici dove “l’incantevole piatto simbolo Gioco di Mare, parte del menù degustazione Sogno di una notte di mezza estate”, rappresenta il culmine dell’esperienza. Altro punto saliente è la cantina (visitabile) che accoglie al suo interno oltre 1.500 etichette tra cui “eccezionali Champagne, grandi classici francesi e straordinari Riesling tedeschi”.

Umberto a Mare - Megapix Agency
Umberto a Mare - Megapix Agency

Navigando ad ovest dal porto di Ischia fino alle sponde orientali della Sardegna, si raggiungono le proverbiali acque della Costa Smeralda in cui le brezze isolane trasportano i profumi aromatici della macchia e dove la stella MICHELIN, risplende sul ristorante Capogiro. La destinazione gastronomica serale del resort 7Pines Sardinia svolge il suo servizio nella terrazza panoramica mentre la cucina di Pasquale D’Ambrosio, pareggia la bellezza del contesto attraverso “ricette moderne e mediterranee, servite su raffinate porcellane sarde”. L’offerta si articola nei tre menù degustazione ed uno dei primi piatti più espressivi dello chef campano, sono i fusilloni di Gragnano (realizzati ad hoc) con burro al limone nero, cozze di grandi dimensioni e la loro acqua, “caviale” di spirulina.

Tornando sulla terra ferma, un’altra destinazione della penisola storicamente legata al turismo con rimarchevoli possibilità di spesa, è Forte dei Marmi. L’approdo versiliese è tornato agli onori delle cronache culinarie tramite l’exploit di Alessandro Ferrarini, che ha condotto Sciabola al primo macaron. Il ristorante si trova nell’hotel St. Mauritius e secondo le note degli ispettori MICHELIN, l’insegna si distingue per le proposte “colorate, gustose ed equilibrate che nascono da materie prime impeccabili”. Come da narrativa del noto film diretto da Carlo Vanzina, Forte dei Marmi evoca il sapore di mare e la cucina di Sciabola tiene fede alle abitudini culinarie della località balneare toscana, con una prevalenza di ricette iodate tra cui il raviolo al burro d'acciuga servito con pane ed uvetta, ed il branzino “molto mediterraneo” condito da datterino, olive e capperi.

Sciabola
Sciabola

Superata la Versilia e le Cinque Terre, è tempo di visitare Cracco Portofino; novità stellata nel colorato e ridossato golfo ad elissi. Nella famosa meta ligure prediletta dal jet-set sin dalle prime decadi del Novecento, “Cracco si è installato – scrive il Bibendum - proprio davanti al porticciolo, garantendo ai propri fortunati ospiti la vista su di esso e sulla piazzetta”. Nell’osservare l’atemporale fascino della destinazione dai tavoli del ristorante, i clienti non potranno che apprezzare “la bravura e competenza dell'executive Mattia Pecis”. L’inedito detentore del MICHELIN Young Chef Award “propone una linea di cucina moderatamente moderna, espressa da due percorsi degustazione”. Il menù incorpora numerose ricette ed ingredienti liguri (buona parte delle verdure provengono dall’orto di Fescion Farmer) e secondo Pecis, i piatti più espressivi del suo stile di cucina sono lo spaghettone all’amarena con cinque varietà di basilico e bottarga, e l’intreccio di acciughe: “Un omaggio – spiega lo chef - alla storia ed ai pescatori”.

Cracco Portofino
Cracco Portofino

Proseguendo a nord fino a raggiungere le alture boschive ombrate dai massicci montuosi aostani, l’arrivo nel paesino di Cogne regala maestose vedute del Gran Paradiso ed uno dei soggiorni più romantici d’Italia presso il Bellevue Hotel & Spa insignito con 2 chiavi MICHELIN. Assieme all’architettura in legno, i sofisticati arredi alpini e la sontuosa area benessere, l’insegna alberghiera è sede del Petit Bellevue; ristorante con soli cinque tavoli in cui “lo chef di origine toscane celebra la Valle d’Aosta con pochissime divagazioni”. Assieme alla compiutezza della parte salata gli ispettori segnalano l’abilità del pasticcere, l’eccellente competenza del maître Pietro” (il quale rappresenta la quinta generazione della famiglia titolare) e “la straordinaria cantina aperta anche ai vini da paesi insoliti come Giappone, Turchia e Georgia”

Le Petit Bellevue
Le Petit Bellevue

In copertina: Le Petit Bellevue, Cogne - Vista panoramica



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