Michelin Guide Ceremony 2 minuti 13 gennaio 2026

Le nuove stelle di città illuminano Roma, Milano, Napoli e Firenze

La 71esima edizione della Guida MICHELIN Italia ha assegnato 6 nuovi macaron ad altrettanti ristoranti distribuiti tra la capitale ed i capoluoghi di Lombardia, Toscana e Campania

Nella serrata classifica dei centri urbani gourmand della penisola, Milano occupa la posizione di vertice con 25 macaron seguita dalla Città Eterna a quota 24 e quindi da Napoli salita a 23. Firenze ha invece raggiunto le 13 stelle complessive grazie all’exploit del ristorante Luca’s by Paulo Airaudo, confermando la bontà del movimento culinario toscano che per numero di astri (45) è il terzo più titolato della nazione. La regione con più stelle (65) MICHELIN all’attivo resta sempre la Lombardia mentre la Campania si conferma saldamente al secondo posto con 48 insegne. Per quanto concerne le province, il gradino più alto del podio è presidiato dai territori partenopei grazie ai 27 ristoranti stellati con l’altrettanto estesa circoscrizione di Roma subito dietro a 26.

Luca's by Paulo Airaudo - Stefano Scatà
Luca's by Paulo Airaudo - Stefano Scatà

Come accaduto negli ultimi sette decenni, la Guida MICHELIN 2026 presentata il 19 novembre scorso al Teatro Regio di Parma ha fotografato la geografia gastronomica del Bel Paese e per un atmosferico esordio alla scoperta delle nuove stelle cittadine, si può prenotare un tavolo al ristorante INEO. Ubicato all’interno dell’Anantara Palazzo Naiadi Rome Hotel, l’elegante indirizzo ha trovato slancio creativo nelle colte proposte di Heros de Agostinis che dopo 25 anni di professione con esperienze presso rinomati maestri quali Heinz Beck, Joel Robuchon e Marc Veyrat, ha portato la propria visione nell’emiciclo di piazza della Repubblica.

La cucina dello chef tende la mano alle proprie radici dell’Esquilino, aggiungendovi eclettici sapori globali e tecniche europee. Il risultato sono ricette tra memorie, intuizioni e crocevia culturali come i maccheroncini al ferretto cotti in un fondo di madeira, e serviti con ragù eritreo e parmigiano 24 mesi. “Ricevere la stella MICHELIN è una grande onore – ha raccontato de Agostinis - la dedico alla mia squadra, alla mia famiglia, alla mia compagna ed a questo quartiere che mi ha ispirato a guardare e ricercare sapori oltre i nostri confini”.

INEO - A. Blasetti
INEO - A. Blasetti

Sempre a Roma, la stella è tornata a splendere ed illuminare sala e panorami del ristorante La Terrazza. Con l’arrivo di Salvatore Bianco, la pregiata insegna dell’Hotel Eden, a Dorchester Collection, impreziosita dalla vista dal Quirinale ai “castelli” alla cupola di San Pietro, ha compiuto un notevole salto di qualità. Gli ispettori MICHELIN raccontano di aver molto apprezzato le proposte dello chef di origini campane descrivendo una cucina “ad alto valore gustativo, caratterizzata da distintive note mediterranee oltre che da un uso intelligente di spezie e aromi di stagione”. Tra i piatti segnalati, spiccano i bottoni alla clorofilla serviti con crema di cozze e la moderna interpretazione del pollo della domenica alla romana.

La Terrazza - A. Di Lorenzo
La Terrazza - A. Di Lorenzo

Spostandosi ai piedi del Vesuvio e di fronte al magnifico golfo, la novità stellata è Il Ristorante Alain Ducasse Napoli che svolge il suo servizio in una moderna sala da pranzo, decorata completamente di nero. L'executive chef Alessandro Lucassino nato nel 1991, ha lavorato per molti anni al fianco del suo mentore proponendo ricette che si distinguono per tempi di cottura brevi ed elevate qualità nutrizionali, restando quindi fedeli all'approccio della “cuisine de la naturalité di Ducasse. “Le salse ed i brodi sono alla francese e da manuale – concludono gli ispettori - così come il soufflé al cioccolato”.

Il Ristorante Alain Ducasse Napoli - M. Carassale
Il Ristorante Alain Ducasse Napoli - M. Carassale

Allo spettro opposto dello stivale, l’approccio contemporaneo e personalizzato è valso la prima stella MICHELIN al “talentuoso Emin Haziri” del ristorante Procaccini. Lo chef nato in Kosovo e cresciuto in Italia si è distinto per la capacità di alternare proposte fantasiose e creative con piatti di matrice più classica quali crudité di mare, ostriche al caviale, gamberi siciliani. La guida rossa pone contestualmente l’enfasi sulla raffinatezza della sala “tra colori armoniosi, arredi pregiati, cucina a vista e bancone in marmo con sgabelli in velluto. L’insegna di Chinatown rispecchia inoltre la vivace e multiforme anima del quartiere in cui sorge, invitando gli ospiti al cocktail bar per un drink di benvenuto prima di accomodarsi ai tavoli accompagnati dalle melodie “live” del pianoforte.

Procaccini
Procaccini

Le referenze musicali abbinate all’alta gastronomia potrebbero condurre l’immaginario anche al neo-stellato Abba nel Certosa District dove il titolo, non è tuttavia un tributo alla nota band svedese quando una contrazione del cognome dello chef di origini pugliesi. Dopo 10 anni all’Albereta, Abbattista ha aperto il suo ristorante all’interno di un'ex fabbrica di spazzole conquistando il primo macaron poco più di un anno dopo l’inaugurazione.

Caratterizzato da tonalità chiare ed eleganza nordica, lo spazio irradiato di luce naturale ad esaltare gli arredi minimalisti conta otto tavoli che assieme alla cucina a vista, diventano palcoscenico per i due percorsi degustazioni improntati su “ingredienti eccellenti, tecniche moderne e piatti tanto deliziosi quanto sorprendenti”. Le note degli ispettori MICHELIN si riferiscono al risotto all'acqua di pomodoro con olio al prezzemolo e crema di canocchie, al coregone servito su lenticchie nere e curcuma ed al soufflé di nocciole definito “delizioso ed imperdibile”.

Abba - Marco Varoli
Abba - Marco Varoli
In copertina: Abba - Marco Varoli 


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