Ristoranti 13 minuti 21 gennaio 2026

I ristoranti stellati meno cari d'Italia

Se pensate che i ristoranti stellati MICHELIN siano “fuori portata” per molte persone, forse potreste anche ricredervi… Qui di seguito un breve excursus tra alcuni blasonati indirizzi premiati dalla Guida MICHELIN 2026 che propongono un menu inferiore agli 80 euro. Scopriamoli!

Mangiare in un ristorante stellato è sinonimo di grande qualità, ma non sempre anche di spese eccessive. Ci sono molti locali con una stella MICHELIN che propongono percorsi degustazione a meno di 80 euro con, in alcuni casi, menu per colazioni di lavoro sui 30 euro. Ne abbiamo selezionati quasi una ventina tra Nord e Sud Italia, scopriamo quali sono.

Assonica, Sorisole (Bg) - Lombardia

Alex e Vittorio Manzoni sono gli chef di questo ristorante che si trova sulle colline bergamasche. Tre menu tra cui scegliere (più la proposta alla carta) rappresentano l’offerta di un luogo elegante e raffinato, capace di portare in tavola piatti creativi con sapori complessi e mai scontati.

Ma qui all’Assonica propongono anche un business lunch con un menù che cambia tutti i lunedì, quindi ogni settimana. E così la scelta può essere composta, per esempio, da Sedano rapa con arachidi, arancia e alloro, Tataki di diaframma con mandorla, radicchietti e pepe verde, Risotto alla cipolla, Agnolotti di selvaggina, Coniglio o Trota salmonata con carote e zafferano.Nel percorso la scelta è sempre tra due proposte di ogni portata e, in accompagnamento, è previsto un calice di vino a 5 euro.

Menù business lunch con due portate a scelta a 25 euro (con il dolce 30 euro) unicamente lunedì, giovedì e venerdì. Gli altri giorni, e a cena, possibilità di scegliere anche la proposta da 80 euro con due portate a scelta dalla carta.

Bottoni di cervo ©Osteria ASSONICA
Bottoni di cervo ©Osteria ASSONICA

Vintage 1997, Torino - Piemonte

Umberto Chiodi Latini è un perfetto padrone di casa, di quelli che sanno far sentire i clienti a proprio agio con una presenza attenta, preziosi consigli e aneddoti sempre pronti a rallegrare il pasto. Il Vintage si trova in quella piazza Solferino che è tra le più affascinanti piazze di Torino: ha una grande sala accogliente con lunghe tovaglie bianche e ampie finestre da cui si vede lo scorrere della vita cittadina. Tutti i percorsi sono un tuffo nel Piemonte più autentico, ma non mancano le contaminazioni dal Mediterraneo che portano un po’ di mare nella città circondata dai monti.

A pranzo una formula vincente e rodata propone menù a 30 euro dedicati alla carne, al pesce e alla proposta vegetariana. E così sarà possibile assaggiare anche alcuni dei must del locale come i Tajarin con leggero ragù di vitello, rosmarino e parmigiano, la Piccola Sinestesia di verdure con citronette al miele (omaggio ad Alain Passard) o ancora l’Insalatina di gamberi e calamari con rughetta e scorza di limone.

Colazioni di lavoro di gran gusto (solo a pranzo) con due portate più il dessert a 30 euro dal lunedì al venerdì, ma in carta ci sono invece sempre anche Menù vegetariano, Sapore di Mare e dedicato al Piemonte a 85 euro.

Piccola Sinestesia  ©Vintage
Piccola Sinestesia ©Vintage

Oasis – Sapori Antichi, Vallesaccarda (Av) - Campania

È la famiglia Fischetti a gestire questo baluardo gastronomico in terra irpina: un ristorante vocato al gusto sin dal 1988 capace di proporre una cucina curata, gustosa e attenta alle materie prime utilizzate che provengono dal territorio e sono per lo più biologiche. In cucina ci sono Michelina Fischetti e la nipote Serena Falco, mentre in sala Puccio Fischetti e Raffaella: come dire, sono le persone che, ancora una volta, fanno la differenza trasformando una proposta gastronomica nel tripudio dell’ospitalità. Diversi i percorsi degustazione oltre alla possibilità della scelta alla carta: tra questi spicca la Colazione di lavoro composta da un primo, un secondo e un dessert selezionati, in cucina, tra i piatti del ristorante.

Ecco, per esempio, i Ravioli di burrata ed erbette, manteca campana e tartufo Irpino o il Maialino bianco con verdure in scapece, Morbido cremoso di baccalà. Spesso la scelta del menù si avvale però anche di proposte fuori carta dal forte richiamo stagionale come i Laccettini con ragù all’antica e salsa di caciocavallo o ancora il Caciocavallo arrostito con mosto cotto e tartufo accompagnato dal miele di sulla.

Colazione di lavoro a 35 euro composto da due piatti più piccola pasticceria proposta lunedì, martedì e venerdì. Inoltre Menù Soli primi a 70 euro e All’Antica a 80 euro.

©Oasis
©Oasis

Zappatori, Pinerolo (To) - Piemonte

Sono anni che Christian Milone porta avanti la nuova avanguardia di quella che è sempre stata la trattoria di famiglia. In un ambiente moderno e accogliente con la possibilità di cenare anche allo chef’s table di fronte alla cucina, qui si viene per eleganti piatti della tradizione locale come il celebre Vitello Tonnato cotto rosa con caramello al peperoncino o gli altrettanto rinomati Plin in brodo serviti con un’infusione di bollito e funghi.

Il Menù materie prime è quello che più guarda avanti con proposte sempre stagionali e abbinamenti non sempre usuali, mentre il Menù 1975 è vocato ai signature dish. Ed è proprio da questo che a pranzo è possibile scegliere due portate per comporre la proposta di business lunch. Si trovano piatti come Carne cruda o ancora il Sottofiletto al pepe verde sottoposto a una lunga frollatura e servito con foglie cotte.

Menù Colazione di lavoro a pranzo il venerdì a 35 euro (due piatti a scelta dal Menù 1975, piccola pasticceria, acqua e caffè).

©Zappatori
©Zappatori

Osteria del Viandante, Rubiera (Re) - Emilia Romagna

Tra le antiche mura del forte militare di Rubiera ha sede questa Osteria il cui cuore pulsante è quello della cucina emiliana. Qui Jacopo Malpeli esprime l’amore per il proprio territorio valorizzando la tradizione locale attualizzandola con un occhio all’estetica e alla leggerezza. Sedersi alla sua tavola significa conoscere il valore di un luogo attraverso materie prime di eccellenza e grandi produttori che dedicano la loro vita affinché salumi e formaggi rari, carni pregiate, ma anche pesci di fiumi o dell’Adriatico divengano protagonisti insieme a paste fresche ripiene o condite.

Tre i menu proposti: Il Cammino del Viandante, Ortodossia, Bisness Lunc. E così si passa dal Cardoncello con spinaci, fondo d’osso buco e zafferano agli Gnocchi con degustazione di caviali o alla Trota affumicata servita con castagne sottaceto, gel di funghi porcini e salsa ponzu. Tutti i percorsi seguono la stagionalità, come del resto la proposta à la carte da cui il menù Bisness Lunc attinge con proposte che vanno dalla Culatta affinata oltre 30 mesi al Midollo tonnato e tartare con caviale, fino al Savarin di riso alla Cantarelli o al Ganassino al tartufo nero con purè. Business Lunch servito dal lunedì al venerdì e composto da tre portate, dessert compreso, a 60 euro.

©Osteria del Viandante
©Osteria del Viandante

Trattoria da Amerigo, Savigno (Bo) - Emilia Romagna

La cucina schietta di Alberto Bettini porta in tavola l’autentica tradizione emiliana e appenninica in quella che è un perfetto esempio di trattoria all’italiana. A pochi metri dalla piazza del paese, sui primi colli bolognesi, la Trattoria da Amerigo è un puerto seguro per gli amanti dei piatti locali e, in stagione, di selvaggina e del pregiato tartufo bianco. Al ristorante si accede passando attraverso la bottega, custode dei prodotti della tradizione dei colli bolognesi che riporta alla mente l’idea delle drogherie di una volta. La scelta alla carta è ampia e propone, per ogni piatto, l’anno in cui sono stati realizzati la prima volta: nel 1988, per esempio, comparve il Coniglio all’aceto balsamico tradizionale di Modena servito con patate schiacciate e insalata rustica, nel 2018 i Ravioli di Friggione con Parmigiano Reggiano 36 mesi di Bianca modenese. Insomma, la storia è passata da qui. Due i menù degustazione: quello legato alle Premiate trattorie italiane e il Menù Scoperta e natura vocato ai sapori stagionali. Nel primo ecco piatti come le Tigelle con gelato di parmigiano all’aceto balsamico tradizionale affinato, I Tortellini in brodo di gallina vecchia o il Baccalà alla bolognese in bianco dell’Artusi; nella seconda proposta si spazia dalle Lasagne agli asparagi verdi bolognesi per arrivare al Capretto dei Piani di Savigno in due cotture. Menù degustazione delle Premiate Trattorie Italiane composto da quattro portate a 55 euro o Menù degustazione stagionale con cinque portate a 70 euro.

©Trattoria da Amerigo
©Trattoria da Amerigo

Al Metrò, San Salvo Marina (Ch) - Abruzzo

Sono i fratelli Fossaceca a guidare questo ristorante che valorizza il miglior pescato del Mar Adriatico, ma anche prodotti abruzzesi di assoluta eccellenza come l’aglio di Sulmona o lo zafferano de L’Aquila. La tradizione di mare qui è proposta in chiave contemporanea con immediatezza di gusti e un servizio che guarda all’eleganza minimalista del locale. Territorio, mare e sapori abruzzesi sono dunque l’anima di questo ristorante che propone il menu Contemporaneo più la proposta alla carta con una scelta minima di due piatti a pranzo (domenica esclusa). Ecco piatti come la Triglia in skapece espressa, gli Spaghettini al granchietto o la Crespella Ostriche e gallina e poi Agnello, rosmarino e alici o Rombo con patate e scamorza. In settimana a pranzo proposta con due portate, piatti a scelta, sui 60 euro.

© Al Metrò
© Al Metrò

Mater1apr1ma, Pontinia (Lt) - Lazio

Si può definire un’osteria contemporanea, quella guidata dallo chef Fabio Verrelli D’Amico in quel di Pontinia, in provincia di Latina. In un locale moderno, accogliente, con tavoli in legno e la cucina a vista la filosofia perseguita è una sola: la proposta di materie prime di artigiani locali sia sulla tavola che nell’architettura del ristorante. Ed è così che le aziende agricole del territorio forniscono carni come quella di bufala, ma anche i carciofi di Sezza biologici o ancora carni di pecora e coniglio, pesci mai sotto il chilo e mezzo per aiutare una pesca e un consumo sostenibile. Da questi e altri prodotti del territorio nascono i percorsi degustazione da tre, cinque e otto portate selezionate dallo chef, ma anche i piatti in carta. Il Prefazione comprende tre portate che cambiano a seconda dei giorni spaziando dal pesce alla carne, ma fanno riferimento alla proposta à la carte. Ecco la Animella, pepe verde e galletti, Calamaro, talli di zucca e alga kombu o ancora Kiwi all’assassina. Alle proposte del menù si affiancano gli abbinamenti che Sara Checchelani propone seguendo una carta dei vini che vanta 350 etichette tra cui un’ampia selezione dal Lazio e tanta attenzione per il resto d’Italia. Prefazione in tre portate selezionate dallo chef a 60 euro.

©Mater1apr1ma
©Mater1apr1ma

Il Tiglio, Montemonaco (Ap) - Marche

Piatti del territorio, materie prime a km zero, vini della provincia. Si potrebbe riassumere così la filosofia che sta dietro alla cucina di Enrico Mazzaroni profondamente legato al territorio dei Monti Sibillini, come raccontano piatti che puntano alle origini. Il Tiglio nasce come agriturismo all’ombra del Grande Corno della Sibilla e produce il 60 per cento delle materie prime utilizzate nel menu. I piatti sono rigorosamente stagionali e guardano a frutti, fiori ed erbe spontanee e aromatiche come a prodotti conservati e fermentati, oltre che a eccellenze locali che vanno dalle carni alle famose patate dei sibillini. I menù sono due, La Transumanza e Il Ritorno: quest’ultimo è composto da sette portate scelte dallo chef: un percorso che si snoda tra mare e terra che viene modulato anche per chi ha esigenze vegetariane. Tra i piatti ci sono il Baccalà in tempura e pesti di rucola, cetriolini e fragole fermentate, il Coniglio con lime e zenzero e poi Tagliatelle panna e funghi, l’Agnello della tradizione. Il Ritorno, menù composto da 7 portate (tre antipasti, due assaggi di primi piatti, un secondo, un pre dessert e il dessert) scelte dallo chef e proposto a 68 euro.

©Il Tiglio
©Il Tiglio

Crocifisso, Noto (Sr) - Sicilia

È moderno e minimale il ristorante aperto dallo chef Marco Baglieri che si trova nel cuore della cittadina barocca di Noto, patria di grandi cultori del gusto e dei prodotti della zona. E non poteva che essere così anche in questo locale che si trova vicino alla Chiesa del Crocifisso da cui prende il nome. Trentasei coperti, un ambiente intimo e raccolto quello voluto dallo chef che cresce in Germania, torna in Sicilia e prosegue, trasformandolo, il progetto ristorativo dei genitori che avevano aperto una trattoria nel 1985. Sono tre i menu tra cui scegliere, oltre alla proposta alla carta: tra questi c’è il percorso vegetariano che guarda, come sempre, alla grande materia prima locale. Ecco la Lattuga brasata con salsa di mandorle, cavolo nero, mandarino e muddica atturrata, l’Uovo 63° preparato con spinaci, spuma di robiola di capra e croccante di pane al finocchietto, ma anche il Tortello di cipolla brasata con salsa di verdure di campo, tuma persa e tartufo nero pregiato. La conclusione è un plauso alla Sicilia: Cannolo di ricotta servito con gelato ai pistacchi e confettura di fichi d’India. Dai menù degustazione due piatti e un dessert a scelta a 80 euro.

© Crocifisso
© Crocifisso

Il Papavero, Eboli (Sa) - Campania

Al primo piano di un elegante palazzo nel centro storico di Eboli, Maurizio Somma aprì quel Papavero che è da sempre riferimento gastronomico della zona. In cucina lo chef Fabio Pesticcio, qui dal 2006 e oggi coadiuvato per il lato dolce dalla pastry chef Benedetta Somma, figlia del titolare. La carta propone il meglio della produzione locale che guarda dalla Piana del Sele al Golfo di Sorrento. Trenta i posti a sedere, un fresco giardino, una cucina di cuore e di territorio che prende spunto dalla tradizione con il coraggio di renderla attuale. Due i percorsi degustazione da cinque e da sette portate con possibilità di scegliere alla carta per comporli o di optare per portate libere proposte, appunto, à la carte. Tra queste Sgombro alla Marinara in bianco, Uovo, porro, pecorino e liquirizia, i Tortelli con tallo di zucca e grana di pecora o ancora Ricciola alla brace con melanzane e basilico. Menù degustazione di cinque portate a 60 euro, da sette a 85 euro proposti tutti i giorni sia a pranzo che a cena.

© Il Papavero
© Il Papavero

Lanterna Verde, Villa di Chiavenna (So) - Lombardia

Lo chef Roberto Tonola rappresenta la terza generazione alla guida della Lanterna Verde. Da oltre 40 anni infatti la sua famiglia porta in tavola ricette tradizionali e altre più contemporanee sempre vocate alla territorialità, con un occhio di riguardo per la proposta legata al pesce di acqua dolce. Dei quattro menu proposti nel ristorante ce n’è infatti uno incentrato proprio sul pesce di lago e di fiume e si chiama Dedicato alle nostre trote. Il percorso è tanto interessante quanto originale: Trittico della trota; Tagliolini all’uovo, zucca e caviale di trota; Trota del nostro vivaio al forno, olandese, sfoglia con porri e patate; Uva americana, ricotta, noci, miele di castagno. Del resto, va detto, la trota è sempre stata emblema e dna di questo locale. La storia del ristorante infatti coincide con la storia della famiglia, di quando il nonno tornò dalla Svizzera e decise di gestire un piccolo allevamento di trote alimentato dalle acque del torrente S. Barnaba: è da quel chiosco di trote che è nata la Lanterna Verde, faro indiscusso della cucina d’autore locale. Tanti i prodotti valorizzati dalle sapienti mani di Tonola: oltre alle trote ecco la farina di castagne del castagneto di famiglia, le erbe dei monti, il latte, i formaggi, ma anche le uova oltre a carni e salumi di allevamenti locali.

Menù Dedicato alle trote a 70 euro proposto tutti i giorni sia a pranzo che a cena; Menù La cucina in Valchiavenna a partire da 75 euro.

©Lanterna Verde
©Lanterna Verde

Maeba Restaurant, Ariano Irpino (Av) - Campania

Una maniacale ricerca della materia prima è alla base della proposta di Maeba, ristorante che nasce all’interno di un frantoio di fine Settecento. Tecnica, ricerca e sostanza sono caratteristiche di una cucina che punta all’essenziale, senza troppi orpelli né per la vista né per il palato. Lo chef è Salvatore Ciccarelli, profondamente legato al suo territorio e ai prodotti del luogo. Tre i percorsi degustazione da quattro, sei e nove portate sempre a discrezione dello chef. Tra i piatti proposti ecco: il Cavolfiore con fondo vegetale, gel al limone e olio all’aneto; la Nostra idea di pastina (realizzata con un lavoro sul brodo vegetale con patate in spuma e altre tre verdure in differenti consistenze: sedano centrifugato da fresco, carota infornata e cipolla in agrodolce); la Minestra maritata realizzata con la coscia di maiale cotta a bassa temperatura e accompagnata da tre verdure amare e di stagione (cicoria, cavolo nero e borragine); il Dessert interamente al cioccolato con quattro tipi di cioccolato diversi (la lingua di gatto e il biscotto al fondente, un cilindro con all’interno cioccolato al latte, la mousse di cioccolato bianco e il gelato e la crema al cioccolato rubi). Percorso di 4 portate a 70 euro tutti i giorni, sia a pranzo che a cena.

©Maeba Restaurant
©Maeba Restaurant

Trattoria al Cacciatore - La Subida, Cormòns (Go) - Friuli-Venezia Giulia

La famiglia Sirk gestisce con passione questo angolo di paradiso che dal Friuli Venezia Giulia guarda alla Slovenia. Visionario fondatore de La Subida che significa certo cucina, ma anche accoglienza, ospitalità e relax è Josko Sirk conosciuto e apprezzato produttore di aceti e fondatore degli Amici Acidi. È invece lo chef Alessandro Gavagna a portare avanti la proposta di cucina del Ristorante Trattoria al Cacciatore aperto come osteria di famiglia negli Anni ’80 da Josko e dalla moglie Loredana. Indiscusso punto di riferimento gastronomico del territorio, la Trattoria al Cacciatore guarda alla ricchezza delle produzioni locali per portate in tavola il meglio del Collio. Due i menù da cui scegliere le cinque portate a 80 euro o le sette a 95, con piatti che ormai sono signature di un intero sistema. Ecco la Dadolata di cervo, i mitici Girini, Briciole di Pasta Buttata serviti con i primi germogli dei campi fioriti e fiori eduli o ancora la Faraona porchettata con insalatina di sclopit e urticions in miele e aceto o il Bollito che non ti aspetti (lombo di cervo scottato in brodo di spezie, terrina di ortiche, salsa verde e kren).

Sono due i menù da cinque portate proposte, quotidianamente sia a pranzo che a cena, a 80 euro.

©Trattoria al Cacciatore
©Trattoria al Cacciatore

Il Patio, Pollone (Bi) - Piemonte

Il legame con il territorio è alla base di una cucina che sa guardare alla contemporaneità senza dimenticare le sue origini. Stiamo parlando del Patio di Pollone, ristorante in terra piemontese aperto dallo chef-patron Sergio Vineis e oggi gestito insieme al figlio Simone. L’ambiente è accogliente, elegante, ma anche familiare con quelle grandi vetrate che si affacciano sulla sala. La location è un casolare e qui, nella sua cucina, la tecnica di lavoro incontra una ricerca eccezionale sulle materie prime utilizzate. La proposta alla carta è affiancata dalla possibilità di scegliere tra il Menu Oltre e quello Percorsi. Proprio in quest’ultimo ecco il Polpo alla Luciana servito in umido con crema di pomodoro e limone marinato, la Spalla di vitello piemontese con melograno, sedano rapa e spinaci, il Risotto in cagnone con pomodoro ed estratto di alloro. Menù Percorsi di cinque portate più pre dessert a 80 euro servito tutti i giorni sia a pranzo che a cena.

©Il Patio
©Il Patio

Abocar Due Cucine, Rimini - Emilia Romagna

Abocar significa avvicinare e questo nome è tutt’altro che casuale. Racconta infatti di Mariano, chef di origini argentine e della compagna riminese Camilla che insieme uniscono due culture differenti in questo ristorante che propone piatti a base sia di pesce che di carne. Uno stile che si fonde sulla valorizzazione delle materie prime locali e che dà origine a quattro menù, di cui due a 80 euro: il Menù piccolo e il Menù Hadria 37 che valorizza una pesca sostenibile e attenta all’equilibrio marino.

Nel primo si spazia da Tapioca e Soyotta agli Spaghetti con cime di rapa e pepe verde per arrivare all’Agnello con sedano e lime e finire con Pera, fava tonka e sesamo. Nella proposta legata al pesce ecco Ravioli di triglia con mandarino e aji amarillo o la Sogliola con fagioli e prezzemolo. Menù piccolo e Menù Hadria 37 sono proposti a 80 euro tutti i giorni. Il sabato a pranzo ecco anche il Menù Midi a 55 euro con piatti come: Mate, caprino e pompelmo, Seppiolino e cicoria e ancora Zucca, frutto della passione e caffè.

©Abocar Due Cucine
©Abocar Due Cucine

Abba, Milano – Lombardia

Siamo nel cuore di Certosa, in un ex pennellificio arredato con quell’eleganza nordica che trasporta verso terre lontane. Una cucina a vista, otto tavoli, arredi essenziali: questo il preludio di un’esperienza gastronomica che non si distanzia da quanto narrato. Ottimi ingredienti e tecniche di cucina utilizzate alla perfezione fanno di Abba il luogo dove gustare piatti di carne e di pesce attuali e legati al gusto. Ecco Raviolo, mustia e guanciale nero, Triglia di scoglio e pepe Timut, Risotto Castelmagno e mais affumicato o ancora Lavarello con lenticchie nere e curcuma. Per chiudere in dolcezza Soufflè alla nocciola con gelato al caffè e anice o Caldarroste e mandarino. Oltre al menù da 10 e 12 passi il ristorante propone il Menù Provami da 4 portate a 70 euro e il Business Lunch da martedì a venerdì con proposte alla carta: con due piatti si spende sui 50 euro (inclusi coperto, focaccia, pane, acqua e caffè).

© Abba
© Abba

Cavallino, Maranello (Mo) – Emilia-Romagna

In quell’edificio che Enzo Ferrari comprò per realizzare la mensa aziendale della più importante casa automobilistica italiana, da qualche anno c’è un ristorante guidato da Riccardo Forapani sotto lo sguardo attento di Massimo Bottura. Mangiare di fronte allo stabilimento Ferrari a Maranello è già di per sè un’emozione, ma entrare nel locale ed essere accolti da cimeli e racconti sul Cavallino ne amplifica il sentire. L’esperienza può però dirsi completa una volta seduti a tavola con piatti che guardano alla tradizione del territorio e ai prodotti tipici di questa terra. Ecco il Crème Caramel al Parmigiano Reggiano, l’F40 (ossia animella, fondo piccante, prugne, aglio nero e mostarda di limone) o ancora il Cotechino alla Rossini, Enzo (tortellini di anguilla, dashi, Parmigiano Reggiano e uva Grasparossa) e La Ferrari (storione, peperone, fondo di carne, nero di seppia e caviale). Due i menù degustazione e la possibilità di scegliere anche alla carta. Benvenuti in Emilia è quello a 65 euro.

©Il Cavallino
©Il Cavallino

Casa Bertini, Recanati (Mc) – Marche

Le Marche sono in tavola, al ristorante di Andrea Bertini che prende vita poco lontano dal centro storico di Recanati, all’interno di un centro sportivo. Qui la tradizione è riletta con leggerezza e semplicità in un ambiente sobrio ed elegante: dal locale la vista spazia sui Monti Sibillini e sulla campagna recanatese, lo stesso panorama che ispira la proposta culinaria di Bertini. Due menù degustazione Sorpresa da cinque e sette portate scelte dallo chef in base alla stagione e alla composizione della carta. Ed ecco fare capolino il Crudo di dentice reale con agrumi e corbezzoli, il Coniglio morbido in porchetta, il Risotto con latte di capra, fichi e lime o ancora l’Agnello con verza e cipolle caramellate e la Guancia di manzo brasata alla Lacrima di Morro d’Alba e fondente di patate. Il menù Sorpresa da cinque portate è proposto a 70 euro.

©Casa Bertini
©Casa Bertini

Zunica 1880, Sant'Omero (Te) - Abruzzo

Guidato da Gianni Dezio, il ristorante Zunica 1880 si trova all’interno di Villa Corallo, resort con azienda biologica nell’entroterra abruzzese. Qui dove si producono olio, farine macinate a pietra, ortaggi e carni di razza marchigiana Igp, Dezio porta in tavola l’essenzialità di una proposta che è cifra stilistica volta a valorizzare gli ingredienti come da formazione di scuola romitiana. Da Zunica 1880 l’esperienza gastronomica è pensata per celebrare il territorio e la qualità delle materie prime attraverso due percorsi degustazione a discrezione dello chef (da cinque e da sette portate) e la proposta alla carta. Tra i piatti ecco Carpaccio di Marchigiana con ciliegie in conserva e tartufo, Prosciutto di maiale nero d’Abruzzo e giardiniera e poi Chitarra, pistacchio, acqua di pomodoro e bottarga oppure Raviolini ai fichi, blu di capra. Tra i secondi il Baccalà con peperoni e cicoria o la Faraona con nocciola, spinaci e birra. Da provare la selezione di formaggi della tradizione agro pastorale. Menù da cinque portate a 65 euro.

© Zunica 1880
© Zunica 1880

Hero Image: ©STUDIO BUSCHI/Casa Bertini

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