Incorporata dall'Impero Romano nel 15 a.C. con l’apertura dell’impervio Passo del Giulio per mano dei proverbiali ingegneri dell’Urbe, L’Engadina è una terra di laghi glaciali, foreste di larici e massicci montuosi con vette superiori ai 4.000 metri. Solcata dal pigro incedere del fiume Inn, la valle alpina lunga più di 90km è anche la culla della cultura romancia che dalla seconda metà del XIX secolo in avanti, è divenuta un importante centro di transito e turismo grazie allo sviluppo di St. Moritz; atmosferico epicentro del nostro percorso stradale a temperature sottozero con soste nei faraonici alberghi 3 chiavi MICHELIN e nei cosmopoliti indirizzi gourmand segnalati dal Bibendum.
1: Un magico itinerario sottozero tra valichi alpini e laghi glaciali
Arrivando dall’Italia, le diverse soluzioni di ospitalità segnalate dalla Guida MICHELIN nell’Alta Engadina, sono raggiungibili tramite una serie di favolosi percorsi sottozero. Il primo collega Tirano con il Passo del Bernina dove in alcuni tratti dell’ascesa che culmina a 2,325 metri di quota, la strada di 33km corre parallela alle rotaie della ferrovia retica Patrimonio Unesco con pendenze medie del 5.7%. Ancor più ripido – specie nell’ultima sessione di guida con sequenze di tornanti ricavati da un costone roccioso - è il Passo del Maloja nelle Alpi Retiche occidentali.
La salita inizia da Villa di Chiavenna ed una volta superata la dogana di confine, l’asfalto disegna sinuose traiettorie tra boschi e pareti rocciose da cui precipitano scultoree cascate di ghiaccio. Ancor più entusiasmanti sono i paesaggi del Julier Pass la cui strada carrozzabile incastonata tra forcelle e massicci montuosi, venne costruita tra il 1820 ed il 1826 per garantire ai viaggiatori una più agevole alternativa al passo del Settimo. Ciascuno dei tre valichi è anche un avvincente banco di prova per gli pneumatici invernali MICHELIN a partire dagli avanguardistici Pilot Sport.
L’elevata qualità delle gomme da neve progettate per tutte le tipologie di vetture, è una delle specialità del Bibendum che attraverso i suoi prodotti (pneumatici, magazine, guida digitale gratuita con alberghi e ristoranti) supporta i viaggi stradali e la mobilità a 360 gradi.
2: Paesaggi innevati e cultura romancia
Una volta approdati nell’altipiano engadinese i cui scorci di laghi ghiacciati ed abeti strabordanti di neve evocano talvolta il grande nord scandinavo, il consiglio è di recarsi nel paesino di Sils im Engadin per visitare la casa museo del filosofo e scrittore Friedrich Nietzsche e quindi proseguire in direzione St.Moritz lambendo il lago di Silvaplana.
Come appoggiata sulle acque lacustri, la statale 3 regala ulteriori emozioni visive fungendo da filo conduttore tra i diversi comuni associati al popolo romancio la cui lingua neolatina (derivata dal latino volgare) è considerata il quarto idioma nazionale elvetico. Collegata all'identità alpina, la cultura romancia ha una forte tradizione orale mentre dalla prospettiva architettonica i poetici paesini braccati dal ghiaccio sono caratterizzati da mura massicce, portoni intarsiati, facciate decorate e frontoni ricurvi.
3: Architettura engadinese, simbologia alpina ed insegne stellate MICHELIN
Per approfondire i canoni estetici degli abitati locali ed i simbolismi legati alla cultura montana engadinese, un buon punto di partenza è il Museo Segantini di St. Moritz dedicato al pittore italiano considerato tra i massimi esponenti del divisionismo. Optando per la strada interna piuttosto che la statale, l’itinerario conta varie tappe d’interesse nei graziosi villaggi di Celerina, Samedan e Bever.
Arrivati a Le Punte- Chamuose-ch, la pausa ristoratrice è presso lo stellato La Chavallera in der Krone Säumerei am Inn. Da qui ci si può quindi dirigere nel cuore di Zuoz; gioiello architettonico con signorili case patrizie impreziosite da motivi artistici incisi nell'intonaco. Il villaggio è famoso per il centro storico ben conservato punteggiato da gallerie, vicoletti innevati, fontane, forni artigianali (in cui acquistare la nusser torte) e siti religiosi come la chiesa di Santa Catharina. Ricostruito nel 1499 a seguito di un incendio, il paese sottolinea il successo economico delle famiglie mercantili della zona.
4: Chesa Veglia; tutto il fascino dell’accoglienza romancia
Tornati a St. Mortiz - celebre località alpina a 1852 metri di altezza - il senso della storia prosegue negli accoglienti spazi di Chesa Veglia (casa vecchia in dialetto romancio) che edificata nel 1685, è la costruzione più antica del paese. Nata come fattoria-fienile e gestita dall’inappuntabile management del Badrutt’s Palace Hotel, la dimora è sia una casa-museo che un ambito polo gourmand. La struttura ospita al suo interno la pizzeria più famosa della zona, un’intima saletta dedicata alla fonduta svizzera e soprattutto l’evocativa Patrizier Stuben in cui il premuroso servizio si svolge tra pareti in legno, luci soffuse, preziosa cristalleria e personale di sala in smoking.
5: La Guida MICHELIN a St. Moritz tra insegne stellate e l’arte del guèridon
Sempre sul fronte cucina, il respiro internazionale di St. Moritz trova riscontro nei 14 ristoranti consigliati dalla Guida MICHELIN. L’ampia offerta si articola tra cucine fusion, proposte italiane (vedere il Bib Gourmand La Scarpetta e Da Vittorio - St Moritz detentore di due macaron) ed insegne guidate da maestri tristellati come il KCC by Mauro Colagreco. Sempre specializzato in piatti mediterranei è lo stellato Talvo mentre per un’esperienza d’altri tempi in ambienti di gran lusso c’è Le Restaurant/Le Relais del Badrutt’s Palace Hotel. L’indirizzo si distingue per il romanticismo della sala, per la preziosa carta dei vini che attinge dalla straordinaria cantina (gestita dalla sommelier italiana Cristina Iuculano) e per la nostalgica selezione di ricette classiche (dal beef Stroganoff alle crepes Suzette) preparate al tavolo tra fiamme e piroette.
6: Scivolando sugli sci nel clima Champagne
Come da logo dell’ente turismo con sole ridente riposto sopra alla scritta “Top of the World”, St. Moritz conta circa 320 giornate limpide l’anno che assieme all’elevazione vicina ai 1900 metri favoriscono il così detto “clima Champagne”. All’aria fresca, secca e frizzante della destinazione partecipano le occasionali seppur abbondanti precipitazioni tanto che i cannoni spara-neve sono attivi solo ad inizio stagione limitando l’utilizzo dell’acqua e quindi l’impatto ambientale.
Le condizioni in quota sono spesso idilliache e consentono di trarre il massimo dal comprensorio Engadin St. Moritz composto da 350 km di piste, dislocate ad un'altitudine tra 1.800 e 3.300 metri. La zona conta 14 impianti di risalita (tra cui 3 telecabine) un mix di piste facili (42 km), medie (79 km) e difficili (34 km) confermando lo status della località come icona mondiale degli sport invernali a partire dalla mitica Pista Corviglia (sul Piz Nair) utilizzata per la discesa libera della Coppa del Mondo.
Per apprezzare al meglio il contesto e le diverse esperienze in quota (incluse slittate nei boschi, fondue negli chalet, ciaspolate) ci sono i maestri della Skischule St.Moritz soprannominati The Red Legends.
7: Paradiso; il rifugio più glam delle Alpi
Sempre nel versante di Corviglia, il Mountain-Club, ristorante gastronomico e rifugio di charme chiamato Paradiso è l’istituzione glam di St.Mortiz con show-cooking, mixology e dj-set. Immersa nel paesaggio innevato di Corviglia, la defilata terrazza panoramica raggiungibile con gli sci oppure in seggiovia è la più ambita dell’Alta Engadina.
L’indirizzo accoglie tutta l’eccentricità della destinazione abbinando atmosfere festose, ottima cucina di prodotto (supervisionata dallo chef Andrea Panatti) e l’impeccabile ospitalità del Badrutt’s Palace Hotel che si occupa del management. Frequentato da un perpetuo flusso di avventori in abiti mountain-chic intenti a consumare ettolitri di bollicine di Reims, Paradiso registra il tutto esaurito dal giorno dell’apertura all’epilogo stagionale ed è indispensabile prenotare con largo anticipo.
8: Badrutt’s Palace Hotel; 3 Chiavi MICHELIN da favola
Tornati a valle, il percorso nell’ospitalità engadinese prosegue al Badrutt’s Palace; emblema dell’altolocato turismo che da inizio Novecento in avanti accorre a St. Moritz per celebrare le festività. Inaugurato nel 1896, la leggenda del “Palace” si rinnova da quasi 130 anni e per mantenersi al vertice dell’ospitalità locale e globale, il modello di business prevede che tutto l’utile venga reinvestito nel perpetuo miglioramento delle esperienze per gli ospiti (gli allestimenti per la festa di Capodanno costano alla proprietà circa 800.000 euro) e nella qualità di vita degli oltre 700 dipendenti.
Riconoscibile alla distanza da torri, torrioni, merlature e legni intarsiati, l’ingresso colpisce l’immaginario con il senso di occasione speciale che permea i monumentali spazi comuni. Dalla scenografica Grand Hall – considerata il salotto buono della località alpina – alla sala giochi per i bambini passando per la Spa con saune, bagno turco salino, hammam e la piscina esterna più grande della Nazione, il Badrutt’s Palace è un sogno ad occhi aperti.
9: Gli avvenimenti del jet-set
Oltre ad essere l’iconico partner del concorso automobilistico The Ice, l’albergo 5 stelle lusso di via Serlas si distingue per servizi allo stato dell’arte coadiuvati dall’ineguagliabile cortesia del personale abituato ad anticipare le necessità degli ospiti (che nel quasi 70% dei casi sono returning customers). L’unicità dell’indirizzo consiste nel raffinato dualismo tra attrattive classiche e amenità contemporanee.
Chi ricerca suggestioni d’altri tempi può recarsi al Renaissance Bar per apprezzare sigari da intenditori, rare bottiglie di cognac e cocktail perfettamente miscelati. L’ opera di accoglienza prevede magnifici alloggi con panorami su lago e vette alpine, maggiordomi privati dedicati alle suite e squisiti vassoi (firmati Ginori) di praline, dragèes, arance candite al cioccolato, rocher e florentine serviti a ciclo continuo nelle camere, e prodotti quotidianamente dal maitre patissier Stephan Gerber. Sul tema golosità, l’assoluta eccellenza del “Palace” riguarda anche l’aspetto culinario che trova espressione nella formidabile proposta di undici outlet gastronomici che dalle insegne resident come
La Coupole - Matsuhisa e Le Restautant/LeRelais, si estende ai pop-up stagionali. Per la stagione invernale 2025/26 le novità gourmand del Badrutt sono il ristorante cileno Boragò ed il due stelle MICHELIN danese Kong Hans Kælder.
10: “Irasshaimase” Matsuhisa
Dopo il successo dei locali di Mykonos e Voulagmeni nella riviera atenese, la cucina fusion nippo-peruviana di Nobuyuki Matsuhisa (chef e fondatore di Nobu assieme a Robert de Niro) ha conquistato la località più prestigiosa dell’arco alpino.
Durante i mesi freddi, lo staff ellenico degli avamposti greci di Matsuhisa si trasferisce in alta montagna portando con sé il yellowtail jalapeno sashimi, il celebre merluzzo nero e gli altri piatti cult dell’insegna. Accolti dall’esclamazione “Irasshaimase”, gli ospiti aumentano di anno in anno tanto che il Badrutt’s Palace Hotel (che ospita La Coupole Matsuhisa) sta ragionando se estendere l’apertura del ristorante anche alla stagione estiva.
11: Notti da sogno in Engadina
L’hotellerie di St.Moritz non teme rivali e considerando anche gli alberghi di Sils Maria, Pontresina ed S-Chanf, il facoltoso turismo che frequenta l’Alta Engadina può scegliere tra 14 indirizzi segnalati dalla Guida MICHELIN. All’apice dell’offerta si collocano il Badrutt’s Palace ed il Carlton (entrambi insigniti con 3 chiavi MICHELIN) seguiti dallo storico Kulm e dal signorile Grand Hotel Kronenhof. Alla rassegna dell’alta ospitalità engadinese partecipano inoltre il Kempinkski Grand Hotel Des Bains, Giardino Mountain, Nira Alpina e Villa Flor; quest’ultima è un elegante guesthouse ricavata da un edificio Art Nouveau di S-chanf i cui interni annoverano scala a chiocciola, affreschi, cimeli, oggetti d'antiquariato ed una ciclica esposizione di opere d’arte sia svizzere che internazionali.
12: Serlas Wing; l’ala contemporanea del “Palace” firmata Citterio
Un’altra sensazionale proposta arriva dalla Serlas Wing del Badrutt’s Palace Hotel. La nuova ala alterna lana e cachemire di Loro Piana per i rivestimenti interni, granito Dorato Valmalenco tagliato a mano per la facciata, legno di quercia trattato con tecnica giapponese Yakisugi e pavimenti in pietra naturale. Progettato ed arredato da Citterio (a capo dello studio Acpv Achitects) lo spazio coniuga lusso, confort e tradizione. Le 25 camere del complesso (che fino al 2023 era l’alloggio dei dipendenti) sono collegate allo storico corpo centrale tramite un tunnel pedonale sotterraneo, che include a sua volta la scala mobile più lunga presente in un hotel in Svizzera. Ciò significa che gli ospiti della Serlas Wing hanno il loro accesso privato a Chesa Veglia ed alla piazza del paese di St. Moritz. Avvalendosi di un’architettura antitetica rispetto al resto dell’albergo, la Serlas Wing apre un nuovo capitolo nell’onorata storia del Badrutt’s Palace offrendo ai clienti una diversa esperienza percettiva, visiva e sensoriale.
13: Caviar-Stubli e skeleton; succede solo a St.Moritz
Dal Cresta Run alle feste del Dracula Club fondato dal fotografo, collezionista d'arte e jet-setter Gunter Sachs passando per la sofisticata bottega di Glattfelder dedicata all’inusuale binomio caffè-caviale, la villeggiatura a St. Moritz presenta rituali del tutto unici ed amabilmente bizzarre. Pochi sanno ad esempio che le pregiate uova di storione vendute in generose quantità dalla “Caviar-Stubli” Glattfelder, venivano un tempo reperite in Iran dallo stesso proprietario dell’indirizzo che essendo appassionato ed esperto aviatore, volava dalla Svizzera al Mar Caspio pilotando il suo aereo ad elica privato per poi tornare in patria con casse di Beluga. Altrettanto originale è la storia del Cresta Run; la più antica pista di ghiaccio naturale del mondo costruita nell'inverno del 1884-1885 dai turisti britannici. La temuta discesa è diventata la culla dello skeleton (discesa a pancia in giù s’uno slittino) fungendo da ispirazione per la vicina pista di bob. L'accesso è riservato ai membri del St.Moritz Toboganning Club che oltre a mantenere l'aura di esclusività e tradizione insita nella località, ne curano la manutenzione annuale.
In copertina: Carlton Hotel St. Moritz